Celiachia: prodotti troppo cari. Mamma lancia appello al ministro, in 18.000 firmano

21 agosto 2013
Poter usare il ticket per celiaci nei supermercati, oltrechè nelle farmacie convenzionate. In tempi di crisi come questo, infatti, chi ha bambini celiaci ha a che fare con prezi troppo alti.

L’appello, che ha già raccolto 18.000 adesioni in poche ore, arriva da una mamma celiaca di un bambino celiaco, Marina Pellizzari e viaggia sul web attraverso il sito Change.org, fino ad arrivare al ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
“Non mi piace il fatto che si lucri sulla celiachia – spiega la mamma -. Non si può pagare un chilo di farina che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro, è un furto. I prezzi dei prodotti senza glutine sono purtroppo esorbitanti, soprattutto in farmacia, nonostante si tratti di prodotti contenenti ingredienti molto semplici, come farine di riso o di mais. I prodotti senza glutine non sono medicinali, ma solo prodotti fatti con materie prime senza glutine naturali: gli stessi che si trovano in farmacia al supermercato hanno un prezzo inferiore”.
Il problema dei costi è noto a chi è affetto da celiachia o ne ha a che fare: era infatti già stato sollevato dall‘AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. A conti fatti, i 135.000 pazienti nazionali affetti da celiachia spendono cifre esorbitanti, soprattutto per i prodotti fuori paniere che non sono coperti dal Servizio sanitario nazionale. Pane, pasta, farina e preparati per pizze, biscotti e merendine, prodotti pronti surgelati, costano costano oltre il doppio degli stessi alimenti con glutine.
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