Nove mesi per mangiare bene seguendo i consigli dello chef Marco Bianchi

05 luglio 2013

Nove mesi di attesa e di coccole per il nostro corpo e per il bambino. Quale periodo migliore per decidere anche di cambiare alimentazione? E’ il messaggio di fondo del libro “9 mesi di ricette. Per un’alimentazione sana e gustosa” scritto da una nutrizionista e ricercatrice dell’Istituto Europeo Oncologico di Milano, Lucilla Titta, insieme a due ginecologhe – Anna Maria Marconi e Stefania Ronzoni – e a Marco Bianchi, lo chef-scienziato della squadra di Umberto Veronesi che avrete visto in diversi programmi tv. 


D’altronde, le donne quando sono incinte si pongono numerose domande sul loro corpo, tra cui quale sia il limite massimo di chili che si possono prendere in gravidanza. E non solo.

“La seconda domanda più frequente – spiega Lucilla Titta – è la sicurezza dei cibi: la paura del pesce crudo, dei funghi, della caffeina, del vino. La terza riguarda il fabbisogno nutrizionale: le future mamme si chiedono come evitare carenze di calcio, ferro, vitamine, proteine”. Secondo la ricercatrice “poche donne si pongono la domanda principale, ovvero come iniziare ad avere uno stile alimentare corretto, sano ed equilibrato in maniera globale. La gravidanza è un momento della vita del quale approfittare per cambiare le proprie abitudini, che poi rimarranno tali per sempre”.

 

Molti i consigli presenti nel libro, diviso in nove parti proprio come i mesi della gravidanza: “In ognuna affrontiamo un nutriente, macro o micro che sia – prosegue -. Dai carboidrati e grassi fino al calcio e all’acqua. Li affrontiamo da tre punti di vista: le ginecologhe spiegano a che cosa servono, io dove si trovano e Marco Bianchi consiglia delle ricette specifiche per assumerli”. Nessun alimento bandito ma tanti consigli per evitare quelli più pesanti e pericolosi, sostituendoli con altri più sani. C’è spazio anche per sfatare qualche falso mito, come quello sull’acqua: “Noi suggeriamo alle donne in gravidanza di bere quella del rubinetto, la più sicura e controllata – prosegue Titta -. Paura del calcare? Quello è carbonato di calcio e fa benissimo, esattamente come quello che si trova nello yogurt. Le mamme possono anche scrivere al Comune di appartenenza per chiedere la tabella dell’esatto contenuto in sali”.

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